FESTA DI SAN GIUSEPPE

Il lunedì dell'Angelo a Carlentini si celebra la festa in onore di San Giuseppe. La prima notizia documentata della festa è del 3 aprile 1842 quando con una deliberazione decurionale i festeggiamenti patronali furono spostati dalla Pasqua di Pentecoste così da potere dedicare il lunedì dell' Angelo alla celebrazione della festa di San Giuseppe. E' probabile però che la festa abbia origini ancora più antiche. Un uomo, una fanciulla ed un bambino (un tempo i poveri del paese) indossano rispettivamente gli abiti di Giuseppe, Maria e Gesù e in processione seguiti dai caratteristici carretti siciliani con i musicanti, percorrono alcune strade dell' abitato seguendo un antico itinerario che passava dinanzi alle abitazioni dei cittadini più facoltosi, nobili e "massari". Sugli abiti dei tre personaggi vengono attaccate con gli spilli, lungo il percorso, le banconote offerte dai fedeli. A mezzogiorno, su un antico palco allestito nella piazza principale, la sacra famiglia consuma il suo pasto. Nel primo pomeriggio ha inizio la vendita all'asta dei doni offerti al santo: artistiche forme di pane, asparagi, conigli, frumento, galline, capre, dolci, mercanzia di ogni genere. Un tempo si trattava, oltre che di animali, soprattutto di cereali e legumi. La piazza si riempie. I doni vengono venduti dai banditori. Caratteristica l'espressione con la quale aggiudicano di volta in volta l'oggetto messo in vendita: "vintieuro unu, vintieuro dui, vintieuro tri. San Giuseppi. Puttassi i soddi". I doni vengono comprati quasi sempre ad un prezzo molto al di sopra del loro reale valore.

FESTA DI SANTA LUCIA

Santa Lucia

Partendo da Siracusa nel 300, S. Lucia passò per Carlentini, diretta a Catania, ove si proponeva di implorare da Sant’Agata la guarigione di Eutichia sua madre, affetta da grave flusso di sangue. S. Lucia contava allora 14 anni. E la leggenda si ferma. Ogni devoto carlentinese vantava, reliquia preziosa e cara, un ossicino di un pollice della Santa, al quale non era persona che non s’inchinasse riverente. Se non che, un giorno del 1849 andato in quel comune l’Arcivescovo di Siracusa Mons. Manzo ed esaminata la reliquia fece capire al clero che quella non poteva esser l’osso di una ragazza a 14 anni, e la portò via a Siracusa mandando in sostituzione di esso un lembo di veste di S. Lucia debitamente autenticato, che si fu solleciti di chiudere in un’urna rappresentata da un avambraccio d’argento. Carlentini festeggia la sua Gloriosa Patrona S. Lucia, Vergine e Martire Siracusana, con la grande festa esterna d'agosto, annualmente l'ultima domenica, Le celebrazioni durano tre giorni ed hanno inizio il sabato con l'esposizione della "Sacra Reliquia",un avambraccio d'argento che custodisce un frammento osseo della Santa. La domenica mattina, alle ore 10.00, dopo la celebrazione della Santa Messa, possiamo assistere alla trionfale uscita del Venerato Simulacro, spinto dai "Devoti di Santa Lucia", breve venerazione della Santa e viaggio penitenziale dei carlentinesi per le vie del paese passando da porta Agnone dove si effettua un breve sosta di preghiera davanti l'icona di S. Lucia detta "U peri aliva", successivamente passando dalla chiesa di Roccadia dove vengono esposte le sacre reliquie all'interno, per poi concludersi infine nuovamente in chiesa madre.

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