Descrizione
L’avviso disciplina le modalità di esercizio del diritto di voto per corrispondenza da parte degli elettori temporaneamente residenti all’estero in occasione del Referendum costituzionale del 22 e 23 marzo 2026, in applicazione dell’art. 4-bis della legge n. 459/2001, come modificata dalla legge n. 165/2017.
Gli elettori che si trovano all’estero per un periodo minimo di almeno tre mesi, nel quale ricade la data della consultazione, per motivi di lavoro, studio o cure mediche, nonché i familiari conviventi, possono optare per il voto per corrispondenza. L’opzione deve pervenire direttamente al Comune di iscrizione elettorale entro il 18 febbraio 2026, termine perentorio coincidente con il trentaduesimo giorno antecedente la votazione.
La richiesta può essere trasmessa per posta ordinaria, posta elettronica (anche non certificata) o consegnata a mano, anche tramite persona diversa dall’interessato. La dichiarazione, redatta su carta libera, deve essere obbligatoriamente corredata da copia di un documento di identità valido e deve contenere: l’indirizzo estero per la spedizione del plico elettorale e una dichiarazione sostitutiva attestante il possesso dei requisiti previsti dalla legge.
È precisato che la domanda è considerata valida anche se l’elettore non si trova ancora all’estero al momento della presentazione, purché dichiari che il periodo di temporanea residenza comprenderà la data del referendum. Tale previsione è finalizzata a garantire il pieno esercizio del diritto di voto e, al contempo, la corretta organizzazione delle operazioni elettorali.
L’avviso richiama inoltre le specifiche modalità organizzative previste per alcune categorie particolari di elettori temporaneamente all’estero, quali appartenenti alle Forze armate e di polizia impegnati in missioni internazionali e dipendenti pubblici in servizio all’estero, disciplinate da un’Intesa interministeriale del 4 dicembre 2015. Per tali soggetti, alcune opzioni potranno essere trasmesse ai Comuni dagli uffici consolari o dai comandi militari.
Il rispetto rigoroso del termine del 18 febbraio 2026 è essenziale, poiché consente al Ministero dell’Interno di trasmettere tempestivamente gli elenchi al Ministero degli Affari Esteri per l’invio dei plichi elettorali.